Addio a Frankie Knuckles, “padrino della house music” Il leggendario deejay e produttore è morto a 59 anni….

Una canzone su tutte:”Your Love”

Stando a quanto riportato nella notte tra il 31 marzo e il 1 aprile da 5 Magazine e FACT, nel pomeriggio di lunedì 31 marzo è deceduto Frankie Knuckles, dj originario del Bronx, ma trasferitosi poi a Chicago, considerato il padrino della house music.
I primi a dare la triste notizia sono stati i colleghi dj e musicisti house Paul Johnson, DJ Deeon e David Morales che hanno espresso il loro cordoglio su varie piattaforme social.

Johnson su Facebook ha postato una foto di Knuckles e ha scritto: “{{{{Planet Earth “Frankie Knuckles” Our Godfather Of House Music Has Passed Away. FUUUUUUUUUUUCK!!!!!!!!}}}}”; mentre DJ Deeon su Instagram ha postato una foto di un Cristo piangente con la didascalia “Much respect……. Frankie knuckles…. SALUTE!!!!!! REST IN PARADISE”.
Morales, invece ha twittato: I am devastated to write that my dear friend Frankie Knuckles has passed away today. Can’t write anymore than this at the moment. I’m sorry.

La conferma ufficiale della notizia è giunta, dopo alcune ore, dal suo socio storico Frederick Dunson (come riportato dal Chicago Tribune). Knuckles aveva 59 anni e si era trasferito a Chicago alla fine degli anni Settanta, dove era subito divenuto una delle figure chiave della scena dei club – lanciò anche un suo locale, il Power Plant.
 

 

Aveva appena 59 anni Frankie Knuckles,

il “Godfather of house music” è stato il protagonista della scena dance come deejay e produttore, ma con un’influenza che si allungò a toccare anche il mondo del pop e del soul. Il debutto, giovanissimo, fu ai leggendari “Continental Baths” di New York con un’altra leggenda della dance, Larry Levan, anche lui scomparso. Ottenne la grandissima popolarità e la definitiva consacrazione però solo spostandosi a Chicago, divenuta, grazie a lui la capitale della house music. Tutto questo grazie al suo inconfondibile stile, che come lui stesso ricordava in un’intervista del 2001 rilasciata a Dorian Lynskey del Guardian, “ritmi in 4/4 a 130 beat al minuti, facevano stare tutti sempre con le mani in su”. Lo hanno soprannominato il “padrino” e ancora oggi molti ragazzi che fanno musica house come quelli di Chicago, fra fine anni ’70 e inizio anni ’80, lo continuarono a definire “cool”. Non solo deejay, però: nell’arco di un trentennio Knuckles aveva dato alle stampe circa cinquecento remix e pubblicato poco meno di una quarantina di singoli. La sua canzone più famosa rimane Your Love, un autentico monumento, capace di essere riconosciuta anche da chi non frequenta minimamente il circuito dance (è stata la base di You Got the Love dei Source con Candi Staton, a sua volta ripresa da Florence + The Machine, e nella versione originale è finita anche nel videogiocoGrand Theft Auto). “Tears”, insieme a Satoshi Tomiie e “The whistle song”, rimangono gli altri due capolavoro assoluti del genere. Nel 2005 era stato ammesso nella House Music Hall of Fame. 

 

La causa della morte di Knuckles è da ricercarsi nelle complicazioni legate al diabete, malattia della quale soffriva da tempo: nel 2008 aveva subito l’amputazione di un piede, ma aveva continuato a esibirsi comunque.

 

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