RAGAZZE DROGATE E POI STUPRATE….a lecce il prefetto vieta le feste in spiaggia

Ad agosto si sono verificati diversi casi: abusi sessuali difficile perseguire penalmente. Perché non lasciano tracce evidenti di violenza

 

Basta un drink. La testa gira, sembra mancare l’aria. «Non ti senti beni? Vieni, usciamo», sussurra l’amico appena conosciuto. L’ossigeno però serve solo a far entrare in circolo la droga. Si comincia quasi sempre così. Quattro chiacchiere e un cocktail gentilmente offerto. In quel bicchiere è stata sciolta una sostanza stupefacente. Sono sufficienti un paio di grammi di Ghb (idrossobutirrato), oppure una pasticca di benzodiazepina, farmaci venduti in farmacia dietro ricetta medica, reperibili via Internet o in sexy shop compiacenti, con effetti collaterali che vanno dal coma all’arresto cardiaco. Le ragazze perdono il controllo delle proprie percezione, la realtà si confonde col sogno. Ed è allora che il cortese amico appena conosciuto si svela per ciò che in realtà è, uno stupratore.

Il mare, le feste in spiaggia, le discoteche affollate: ad agosto si sono verificati numerosi casi di questo tipo. Abusi sessuali che è molto difficile perseguire penalmente. Perché non lasciano tracce evidenti di violenza.

E perché i ricordi riaffiorano nel giro di 72 ore, a spezzoni, come flash improvvisi. I giornali locali hanno parlato di una ventenne milanese abusata a Riccione, di una quindicenne vittima da un’aggressione a sfondo sessuale in una discoteca di Massa Carrara. In Provincia di Lecce, nel Salento affollatissimo di locali notturni, intorno a ferragosto tre ragazze hanno denunciato di aver subito violenze. Ma hanno ricordi confusi e non riescono a descrivere l’aggressore. Tutte e tre risultano positive agli esami tossicologici. Da quelle parti ultimamente sono state sequestrate grosse quantità di Gbl, solvente chimico derivato del Ghb, che in piccole dosi ha l’effetto di un potente allucinogeno. Potrebbero essere state drogate con questa sostanza.

«O si capisce che la tutela dei giovani, dell’incolumità pubblica e l’affermazione della legalità non sono valori negoziabili e che non limitano la libertà economica ma la esaltano, o si dovrà passare ad azioni forti». Il prefetto di Lecce Giuliana Perrotta ha reagito in modo vigoroso. Ha convocato in Prefettura i responsabili delle forze dell’ordine, gli amministratori locali e i responsabili delle principali categorie commerciali coinvolte, i titolari di lidi balneari e discoteche. Un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza con pochi precedenti in Italia: «Ci sono troppi rischi, tutti devono fare la propria parte per mettere al sicuro i nostri ragazzi».

Ha spiegato il rappresentante governativo, che condivide le stesse ansie di ogni genitore: «Mio figlio ha 18 anni, e con i suoi amici mi ha raccontato delle serate organizzate in alcuni locali della riviera salentina. I superalcolici vengono venduti senza controlli, addirittura in bottiglioni da 10 litri. Situazioni che poi finiscono col generare episodi di violenze sessuali, presunte o meno che siano, ai danni di ragazze che vengono travolte da tutto questo». A Lecce si è così deciso di dare una stretta alla movida. A Gallipoli, una delle principali località balneari, non si terranno più gli happy hour pomeridiani nei lidi balneari. Stop alla vendita di superalcolici, drastica riduzione di spettacoli e feste. E nel resto d’Italia?

Per chi volesse saperne di più, a Chiuppano in provincia di Vicenza, dallo scorso mese di marzo è attiva un’associazione che offre assistenza legale e psicologica alle vittime della droga da stupro: «Io sono una poliziotta e mi sono sempre chiesta come fosse possibile che parecchi giovani sottoposti all’esame dell’etilometro risultassero perfettamente in regola con la legge pur mostrando un evidente stato di euforia. Sono le nuove droghe sintetiche. I nostri ragazzi non si rendono conto dei rischi che affrontano assumendo quella roba». Maria Luisa Valentini, con altre due volontarie ha così dato vita all’associazione la Lanterna di Kay . Ora psicologi, avvocati, e altri volontari offrono un servizio di ascolto e assistenza per le vittime che decidono di affrontare la violenza subita: «In meno di sei mesi abbiamo ricevuto 20 segnalazioni e assistito sette ragazzi abusati sessualmente con lo stratagemma del bicchiere avvelenato. In quasi tutti i casi le vittime si sono accorte dopo oltre un giorno di essere state costrette a fare qualcosa che non volevano fare. Il mattino dopo si sono risvegliate indolenzite, con un vuoto di memoria, come dopo una sbornia. Poi, poco alla volta, i ricordi sono riaffiorati. In parecchi casi non si arriva neppure alla denuncia. Per la paura di non essere credute».

 

fonte: corriere della sera

 

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